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Lista di vini di San Giusto a Rentennano

A Gaiole in Chianti, sulla strada che dalla Pianella di Siena porta al Castello di Brolio, si trova la Fattoria San Giusto a Rentennano, per secoli proprietà della famiglia Ricasoli del Castello di Brolio. La Fattoria era un antico monastero cistercense, anche detto San Giusto alle Monache, diventato poi valido fortilizio all’epoca delle guerre tra Guelfi e Ghibellini. Oggi non rimangono che le merlature del muro di cinta e le massicce mura a barbacane, ma all’interno la cantina interrata offre ai vini l’opportunità di riposare nella semi-oscurità con temperatura e umidità ottimali per l’affinamento nelle grandi botti di legno. La tenuta si sviluppa su un’area totale di 160 ettari di cui 31 vitati, 11 coltivati a uliveto e i restanti adibiti a seminativo, bosco, prato e pascolo. Su terreni di natura variabile, con una prevalenza della matrice tufacea cui si aggiungono i componenti di sabbia, limo e miscele alcaline, le viti crescono godendo di un microclima caratterizzato da forti escursioni termiche giorno-notte date dall’altitudine media dei vigneti che si attesta sui 270 metri sul livello del mare.I fratelli Martini, oggi proprietari della tenuta, vi hanno impiantato molte varietà di uve: Sangiovese, Canaiolo, Merlot, Trebbiano e Malvasia. Tutta la trafila dall’uva al vino è trattata seguendo scrupolosamente i dettami dell’agricoltura biologica, tutte le operazioni in cantina sono seguite personalmente dai fratelli Elisabetta, Francesco e Luca, coadiuvati dall’enologo Attilio Pagli. Le bottiglie prodotte sono circa 85000



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A Gaiole in Chianti, sulla strada che dalla Pianella di Siena porta al Castello di Brolio, si trova la Fattoria San Giusto a Rentennano, per secoli proprietà della famiglia Ricasoli del Castello di Brolio. La Fattoria era un antico monastero cistercense, anche detto San Giusto alle Monache, diventato poi valido fortilizio all’epoca delle guerre tra Guelfi e Ghibellini. Oggi non rimangono che le merlature del muro di cinta e le massicce mura a barbacane, ma all’interno la cantina interrata offre ai vini l’opportunità di riposare nella semi-oscurità con temperatura e umidità ottimali per l’affinamento nelle grandi botti di legno. La tenuta si sviluppa su un’area totale di 160 ettari di cui 31 vitati, 11 coltivati a uliveto e i restanti adibiti a seminativo, bosco, prato e pascolo. Su terreni di natura variabile, con una prevalenza della matrice tufacea cui si aggiungono i componenti di sabbia, limo e miscele alcaline, le viti crescono godendo di un microclima caratterizzato da forti escursioni termiche giorno-notte date dall’altitudine media dei vigneti che si attesta sui 270 metri sul livello del mare.I fratelli Martini, oggi proprietari della tenuta, vi hanno impiantato molte varietà di uve: Sangiovese, Canaiolo, Merlot, Trebbiano e Malvasia. Tutta la trafila dall’uva al vino è trattata seguendo scrupolosamente i dettami dell’agricoltura biologica, tutte le operazioni in cantina sono seguite personalmente dai fratelli Elisabetta, Francesco e Luca, coadiuvati dall’enologo Attilio Pagli. Le bottiglie prodotte sono circa 85000





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