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Lista di vini di Podere Le Boncie

Siamo a Castelnuovo Berardenga, frazione di San Felice in provincia di Siena, la zona più a sud del Chianti Classico. Qui Giovanna Morganti gestisce 3,5 ettari ereditati dal padre Enzo che negli anni '50, avendo capito le potenzialità del Sangiovese, si è dedicato cuore ed anima per assegnargli la giusta dignità come prodotto di qualità. Negli anni '80 Enzo le lascia una piccola fattoria con uliveti chiamata Le Boncie e qui Giovanna pianta alcune varietà storiche della tradizione toscana raccolte da vecchi vigneti: Sangiovese ma anche Ciliegiolo, Colorino, Foglia Tonda, Mammolo e Prugnolo. I terreni presentano un mix di limo (che dona al Sangiovese finezza) e argilla con alto calcare attivo (che conferisce acidità). Pianta vigneti ad alta densità e ad alberello, tornando così ad un sistema di allevamento diffuso in passato e abbandonato per la difficoltà di conduzione ma ritenuto tra le poche forme che consentono maggiore sanità del legno con conseguente longevità del vigneto e maggior assorbimento di luce. Si ispira alla biodinamica seguendo un lavoro di non-intervento in vigna ed in cantina all'insegna di un'agricoltura naturale. In cantina la vinificazione è molto tradizionale con fermentazioni spontanee con lieviti indigeni svolte in piccoli tini aperti, senza controllo delle temperature e con macerazioni non lunghissime.



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Siamo a Castelnuovo Berardenga, frazione di San Felice in provincia di Siena, la zona più a sud del Chianti Classico. Qui Giovanna Morganti gestisce 3,5 ettari ereditati dal padre Enzo che negli anni '50, avendo capito le potenzialità del Sangiovese, si è dedicato cuore ed anima per assegnargli la giusta dignità come prodotto di qualità. Negli anni '80 Enzo le lascia una piccola fattoria con uliveti chiamata Le Boncie e qui Giovanna pianta alcune varietà storiche della tradizione toscana raccolte da vecchi vigneti: Sangiovese ma anche Ciliegiolo, Colorino, Foglia Tonda, Mammolo e Prugnolo. I terreni presentano un mix di limo (che dona al Sangiovese finezza) e argilla con alto calcare attivo (che conferisce acidità). Pianta vigneti ad alta densità e ad alberello, tornando così ad un sistema di allevamento diffuso in passato e abbandonato per la difficoltà di conduzione ma ritenuto tra le poche forme che consentono maggiore sanità del legno con conseguente longevità del vigneto e maggior assorbimento di luce. Si ispira alla biodinamica seguendo un lavoro di non-intervento in vigna ed in cantina all'insegna di un'agricoltura naturale. In cantina la vinificazione è molto tradizionale con fermentazioni spontanee con lieviti indigeni svolte in piccoli tini aperti, senza controllo delle temperature e con macerazioni non lunghissime.





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